Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale ha lo scopo di modificare pensieri e comportamenti fonte di sofferenza e aiuta la persona ad imparare nuovi modi per affrontare le situazioni di difficoltà.

La CBT si caratterizza per le seguenti peculiarità:

È orientata allo scopo

si individuano gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze e si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti e mantenuti.

È collaborativa

È sostanzialmente basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Entrambi sono attivamente coinvolti nell’identificazione e nella messa in discussione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei problemi emotivi e comportamentali del paziente.

È breve

Quando è possibile la durata della terapia varia dai quattro ai dodici mesi, a seconda del caso ed alcune problematiche come l’insonnia richiedono meno di 10 incontri. Generalmente le sedute durano 50 minuti ed hanno frequenza settimanale.

È attiva

Il paziente lavora anche al di fuori della seduta per mettere in pratica le strategie apprese durante la consulenza.

È scientificamente fondata

Numerosi studi ne hanno dimostrato l’efficacia in termini di riduzione dei sintomi. Nel caso di alcuni problemi come la depressione e i disturbi ansiosi, è risultato efficace quanto i farmaci ed addirittura più utile di questi nel prevenire le ricadute.

È pratica e concreta

Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico e dell’eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o l’eliminazione dei rituali compulsivi o dei comportamenti alimentari patologici, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e così via.

Non è farmacologica

Non è previsto l’utilizzo di farmaci anche se, in alcuni casi e per brevi periodi, questi possono essere somministrati dal medico per facilitare l’intervento CC.

L’approccio mindfulness alla psicoterapia

La mindfulness aiuta il terapeuta a coltivare capacità e qualità mentali quali l’attenzione, la tolleranza, l’accettazione, l’empatia, la tolleranza dell’incertezza.

La mindfulness si rivela una qualità dell’attenzione, un modo di fare esperienza, un impegno verso la condotta etica e una comprensione del cammino da compiere.

Il terapeuta è maggiormente in grado di guidare i suoi pazienti nello sviluppo del benessere solo quando ha sperimentato la comprensione di questo cammino. E questo accade sia quando la mindfulness non è nominata sia quando diventa una parte esplicita del contratto terapeuto tra professionista e paziente. Allora, tutto ciò che fa come terapeuta diventa un intervento basato sulla mindfulness.

Con un approccio mindfulness noi terapeuti siamo sulla stessa barca dei pazienti: entrambi incontriamo nelle nostre vite problematiche come rifiuto, fallimento, solitudine, malattia, ansia, etc. Insieme possiamo intraprendere un percorso che ci aiuti ad affrontarle e superarle. Noi clinici siamo compagni dei pazienti lungo la strada della vita.

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Terapeuta: “Molte persone arrivano in terapia credendo che il terapeuta sia una sorta di essere illuminato, che ha risolto tutti i suoi problemi, e ha messo tutto a posto – ma in realtà non è così. E’ più come se tu stessi scalando la tua montagna là in fondo e io stessi scalando la mia montagna quaggiù. E da dove sono io sulla mia montagna, posso vedere cose sulla tua montagna che tu non puoi vedere – come una valanga che sta per cadere, o un sentiero alternativo che puoi imboccare o che non stai utilizzando la tua picozza in modo efficace. Ma ti prego di non credere che io abbia raggiunto la cime della mia montagna e mi sia seduto rilassato a prendermela con calma. Il fatto è che io sto ancora scalando, sto ancora facendo errori e sto ancora imparando da questi. E alla fine, siamo tutti uguali. Stiamo tutti scalando la nostra montagna fino al giorno in cui moriremo. Ma il bello è che tu puoi migliorare sempre più nello scalare e imparare sempre più ad apprezzare il viaggio. E questo è il lavoro che faremo qui.