Possiamo coltivare la pratica della mindfulness attraverso diverse modalità:

  • Pratica strutturata (o formale): esercitata in un tempo stabilito e in un setting silenzioso. Si
    tratta di dedicare regolarmente un certo periodo di tempo a stare seduti in meditazione. Le
    pratiche formali di consapevolezza sono: il body scan o “scansione del corpo”; la
    sitting meditation o “meditazione seduta”; l’ hatha yoga; la walking meditation o
    “meditazione camminata”.

 

  • Pratica non strutturata (o informale), esercitata in diversi momenti della giornata, senza la
    necessità di un setting particolare. Si tratta di ricordare a noi stessi di prestare attenzione a ciò che sta accadendo al momento, senza modificare radicalmente le nostre abitudini. Infatti le pratiche di meditazione non strutturata hanno lo scopo di generalizzare ed estendere questa particolare modalità di “porre attenzione” a tutte le situazioni e i contesti della propria vita. Si riferisce, in particolare, alla consapevolezza intenzionale posta su attività abituali e spesso “automatiche” quali il mangiare, il guidare, il lavare i piatti, il fare la doccia ecc.

 

  • Pratica di ritiro di meditazione: ci sono diversi stili di ritiro di meditazione, la maggior parte
    dei quali consiste in prolungati periodi di pratica formale, dove si alterna la
    meditazione seduta con la meditazione camminata. Spesso i ritiri si svolgono in silenzio,
    con poche interazioni interpersonali,  eccetto i colloqui con gli insegnanti. Tutte le
    attività quotidiane come alzarsi, fare la doccia, lavarsi i denti, mangiare, si svolgono in
    silenzio e sono utilizzate come opportunità per praticare la mindfulness.